Chi siamo

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Biagio Adile e Gaia Mairo

In questo blog propongo piatti tratti dai più bei romanzi di sempre (recensiti nella rubrica “Letti & Mangiati”), ricette antiche (nella rubrica “Grandi Cuochi del passato”) e preparazioni gastronomiche tipiche del territorio (vedi la rubrica “Gastroturismo”).

Tema dominante del blog è il rapporto tra il piacere della Lettura e quello della Buona Tavola.

Sull’argomento propongo almeno tre considerazioni:

1)  per apprezzare la letteratura e la gastronomia (che non va confusa con la culinaria!) occorre cultura, intelligenza e curiosità intellettuale, quindi tendenzialmente sono piaceri riservati a una minoranza di persone. Ovviamente anche Voi che leggete queste righe potete entrare a far parte di questa speciale selezione di donne e uomini, purché lo vogliate. Questo sito può essere un buon inizio;

2)  esse sono attività fini a sé stesse, cioè del tutto inutili. Leggere e mangiare bene non aiutano a fare soldi, non servono alla carriera, non migliorano necessariamente il rapporto con il proprio partner (specie se l’altra/l’altro non amano leggere e/o sono perennemente a dieta);

3)  sono entrambi piaceri che non soffrono di quel “calo del desiderio” che si affaccia malignamente e inevitabilmente nella vita di ogni donna e di ogni uomo con l’avanzare dell’età e che relegano attività ludiche ben più celebrate (fare l’amore, scalare l’Everest, girare il mondo in bici in coppia, in solitaria o in gruppo) nella cornice dorata e malinconica della nostalgia, nell’amara constatazione del “vorrei ma non posso”.

Insomma, finché c’è un soffio di vita si può leggere e mangiare bene. Ricordate Monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, che sul letto di morte dedica gli ultimi istanti della propria esistenza terrena alla rimembranza di una pietanza perfetta? (“Une gourmandise”, Muriel Barbery, Gallimard; in Italia “Estasi culinarie”, e/o). Ecco, il senso è quello.

(Se non l’avete ancora letto, abbandonate subito questo sito e andate a procurarvi il romanzo della Barbery).

E ancora, ricordate il rognone di maiale fritto per la colazione della sposa di Leopold Bloom (“Ulisse”, James Joyce)? Avete provato a mangiarlo (il rognone, intendo)? Se si, avrete scoperto che aveva ragione Mr. Bloom: per quanto lo si pulisca, il rognone conserva sempre un retrogusto di urina (io l’ho provato). Infatti quando si legge, ci si immedesima nel personaggio, si pensa e si mangia quello che pensa e che mangia lui/lei (detesto i romanzi in cui non si mangia!).

(Se non avete letto nemmeno Joyce, abbandonate per sempre questo sito: siete irrecuperabili!).

Dunque, riepilogando: leggere fa bene, mangiare bene fa meglio, leggere e mangiar bene contemporaneamente rende la vita degna di essere vissuta (altrimenti che ci campiamo a fare?)

* * *

Il “Cuoco Letterato” è di proprietà della casa editrice Yorick Editore, gestita da me e dalla titolare Gaia Mairo (che è anche mia moglie).

Se volete, potete contattarmi qui: biagioadile@yorickeditore.it

Buona lettura.

Biagio Adile

 

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