Mamma li turchi!

 

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Esmahan Aikol

Dopo Horan Pamuk, ancora un autore turco: la scrittrice Esmahan Aykol e la sua eroina cosmopolita Kati Hirschel.

L’intraprendente Kati Hirshel, la libraia detective nata dalla penna della scrittrice turca , nel corso di quest’ulteriore caso si imbatte nella cittadina di Lüleburgaz, dove la specialità culinaria è la zuppa di trippa.  Potrebbe trattarsi di “iskembe nohutlu”, un piatto tradizionale turco a base di trippa in umido con ceci, aglio e cipolle. La ricetta è assai simile alla “cisrà” che è una minestra di trippa e ceci realizzata secondo un’antica ricetta piemontese. Ed è quest’ultima ricetta che vi proponiamo.

Il Libro

Divorzio alla turca, di Esmahan Aykol, Sellerio editore (traduzione di Emanuela Cervini)

La trama:

Kati Hirschel, berlinese trapiantata a Istanbul per amore, proprietaria di una piccola libreria specializzata in gialli, alla notizia della morte di Sani Ankaralıgil, la “nuora degli Ankaralıgil”, sposa del rampollo di una delle casate più in vista del paese, si lancia, con allegra ironia e stupefacente leggerezza, nella sua attività preferita: scompigliare le carte e smontare le soluzioni facili. Insomma indagare.

Apparentemente la morte della ricca donna è dovuta a un incidente. Difficile crederci, con quel contorno appariscente di denaro e di potere. L’intraprendente Kati decide, pertanto, che la prima pista da battere è questa: la donna assassinata presiedeva una strana associazione, con due soli soci, i cui uffici sono devastati proprio nel giorno in cui l’investigatrice, con il suo collaboratore spagnolo, va con una scusa a visitarli.

Da questo momento tutto diventa complicato e pericoloso. Oscure minacce si addenseranno su Kati fino alla soluzione del caso.

“Divorzio alla turca” è un giallo divertente e leggero. Meno leggera, forse, la ricetta che vi proponiamo: trippa in umido con ceci

La ricetta: trippa in umido con i ceci [1]

trippa e ceci

La “cisrà” è un piatto tradizionale che anticamente veniva distribuita dalla Confraternita dei Battuti alle genti di Langa che si recavano a Dogliani in occasione della Fiera. Da piatto povero, fatto con i “mezzi ceci”, cioè quelli rotti che non potevano essere venduti, la “cisrà” è diventata oggi un primo molto ricercato e piuttosto raro. Fatta con i ceci di Nucetto, la cisrà è arricchita dalle verdure tipiche della zona, i porri di Cervere e la zucca di Piozzo.

Ingredienti (per 6 persone)

ceci (secchi) due pugni abbondanti
porri
o cipolle 4
patate 2
trippa grammi 400
carote 2
sedano due gambi
zucca
1 pezzo
cavolo qualche foglia
bicarbonato 1 cucchiaino
sale & pepe

Preparazione:
mettere i ceci a bagno la sera prima in acqua fredda e bicarbonato. Al momento di cucinarli i ceci vanno lavati bene sotto l’acqua corrente.

A questo punto mettete i ceci a bagno in una pentola di acqua (capiente) con le verdure lavate e mondate:le patate, le carote, i gambi di sedano, la zucca, il cavolo e due porri tagliati finemente.

Nel frattempo fate soffriggere due porri (o cipolle) tagliati a rondelle fini e si aggiungono le trippe precedentemente tagliate a listarelle. Si stufa il tutto per una decina di minuti, dopodiché si versa il tutto nella pentola con le verdure e i ceci. Il tutto va cotto almeno per 3/4 ore, finché i ceci risultano ben cotti e il liquido consumato. In ogni caso dovrà avere una consistenza non troppo asciutta, perché si tratta di una minestra.

Servire calda, con un filo d’olio e.v.di oliva a crudo e una macinata di pepe.

[1] La ricetta è piemontese e le informazioni storiche su di essa sono tratte da http://www.untoccodizenzero.it

 

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